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| Martedì 01 Settembre 2009 14:11 | ||||||
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Da dove nasce un progetto partecipato?Progettare è, prima di tutto, un esercizio intellettivo. Per arrivare a realizzare uno schizzo, un segno che rappresenti un’idea e una soluzioni realizzabile, sono molte le fasi che l’architetto vive e sintentizza. Un percorso tortuoso che, fino a poco tempo fa, si realizzava all’interno dello studio, in una specie di “mistica fase creativa” dove pochi vi avevano accesso e, ancor più, possibilità di partecipare.Oggi, i progetti complessi hanno bisogno di una progettazione che è partecipata fin dal suo pensiero. In questi tempi, mi sto dedicando ad uno di questi e vi assicuro che la prospettiva di dare vita ad una piattiforma condivisa è quanto di più appassionante e stimolante possa esserci per un professionista. Individuata un’area di nostro interesse, che potesse garantire tutta una serie di parametri che stavamo cercando, siamo andati a vedere come l’edificio che, in questo caso, avevamo nel frattempo selezionato, rispondesse al principio della sostenibilità e ci permettesse, quindi, di evitare la demolizione anche a scapito di un minor volume di urbanizzazione. Devo dire che rivalutare l’esistente può non essere una strada non facile da perseguire. Nel mio caso, è uno stile di “vita” che, certamente, è stato valorizzato dall’esperienza formativa e professionale in Morbiato. Grazie a questo, posso oggi unire la conoscenza profonda delle implicazioni costruttive all’esperienza come architetto e valutare con precisione cosa e come affrontare la nuova sfida dai due punti di vista. Conclusa questa fase, torneremo presto a scrivere su come si realizza, operativamente, il progetto partecipato tra imprese.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 01 Settembre 2009 14:28 |